L’alunno Catalano
Forse è ancora possibile gioire in questo inverno del nostro scontento, mi sono detto stamane mentre ascoltavo la rubrica regionale mattutina del Tg3. L’allenatore della squadra di calcio di Lamezia aveva appena comunicato all’intervistatore la notizia che la società aveva ceduto al Cagliari una giovane promessa del suo vivaio, Catalano del ’94, a conferma della bontà di una politica tesa a valorizzare le nuove leve. Ho capito immediatamente che si trattava di Giovanni, il simpatico alunno cortalese della terza A del liceo di Girifalco che durante la ricreazione si sbafava voluttuosamente incredibili sfilatini di provola e mortadella facendomi venire l’acquolina in bocca, perennemente alle prese con i rimbrotti della professoressa di matematica. Era diventato il testimonial della scuola durante le campagne dell’orientamento, quando cioè si cerca di reclutare nuovi iscritti per l’anno successivo tra le ultime classi delle scuole medie. Lo esibivano come un esempio e doveva funzionare come la riprova, secondo gli improvvisati esperti di marketing che avevano elaborato questa strategia, in grado di convincere gli svogliati pargoli delle medie che era possibile fare il liceo e praticare lo sport ad alto livello. La cosa lo divertiva alquanto, perchè, mi confidava, passata questa fase i professori continuavano comunque a rimproverarlo per lo scarso impegno scolastico nonostante gli sforzi e i sacrifici veramente ammirevoli con cui doveva organizzare la propria giornata dividendola tra studio e allenamenti. Ma la sua ambizione era arrivare a giocare in una società di una serie superiore: l’Atalanta, il Bari, il Genoa gli stavano dietro da tempo. Adesso il suo sogno si è avverato ed io sono contento che Giovanni ( si chiama come il nonno vucciere) prenda a calci un pallone nel prato dello stadio che ha assistito alle gesta del grande Gigi Riva. Auguri di cuore a Giovanni, sono certo che si farà onore!
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